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Un caloroso augurio al neonato comitato europeo per la protezione dati
lunedì 28 maggio 2018
 

Il 25 maggio 2018, a Bruxelles, il comitato europeo per la protezione dei dati ha tenuto la sua prima sessione plenaria. Questo nuovo ente, con poteri decisionali a livelli europei e con personalità giuridica, è stato creato dal regolamento, come elemento di armonizzazione delle attività delle varie autorità Garanti nazionali.


 


Questo comitato è formato dagli stessi soggetti che componevano il mai sufficientemente apprezzato articolo 29 Working party. Il comitato è composto sia da un rappresentante del supervisore europeo per la protezione dei dati, sia da rappresentanti delle autorità di supervisione di ogni singolo Stato membro dell’Unione Europea.


Il suo compito è quello di garantire che le modalità applicative del regolamento europeo siano congrue e coerenti dell’intera unione europea. Un altro compito, certamente non secondario, è quello di garantire una soddisfacente protezione agli interessati coinvolti.


Tra gli altri compiti affidati a questo comitato, vi è anche la vigilanza sull’attuazione della direttiva sulla protezione dei dati a fini giudiziari.


 


Ecco la dichiarazione che è stata fatta dalla presidente, la polacca Andrea Jelinek:


“il regolamento europeo, che è stato pubblicato dopo una lunga gestazione, dà agli interessati un maggior livello di controllo sui propri dati personali e stabilisce una singola serie di regole, applicabile a chiunque tratti dati personali nell’ambito dell’Europa unita.


 In un mondo dove i dati sono trattati come valuta, i diritti degli individui sono spesso ignorati o perfino negati. Non dobbiamo perdere di vista il fatto che i dati personali rappresentano una componente essenziale dell’attività dell’uomo. Io sono convinta che il regolamento generale dia agli individui ed alle autorità di supervisione degli strumenti, che permetteranno di proteggere in maniera efficace questo diritto fondamentale.


 


Purtroppo i nuovi requisiti, in termini di protezione dei dati, spesso sono stati pubblicizzati facendo soltanto attenzione al rischio di ricevere delle sanzioni sostanziose, ma il regolamento ha una dimensione assai più ampia.


Il regolamento mette in prima linea i diritti degli interessati ed eleva il livello di protezione delle regole, nell’ambito dell’unione europea, in modo che esse siano efficienti e pronte per fronteggiare le sfide del futuro.


Al contempo, le aziende che svolgono la loro attività in Europa trarranno benefici dalla applicazione del regolamento, perché esso offre garanzie e certezze legali oltre a facilitare la operatività nell’intero mercato interno.


Inoltre, quando un titolare svolge un’attività conforme al regolamento generale, egli potrà dare un’immagine migliore della propria azienda.


Nella nostra economia, basata sui dati, la reputazione di un’azienda può essere distrutta in pochi giorni, se la popolazione perde la sua fiducia nella capacità e trasparenza, con cui un’azienda tratta i suoi dati personali”.


 


Andrea Jelinek ha concluso il suo intervento sottolineando l’importanza della cooperazione per fare in modo che il regolamento sia un vero successo:


“Un elemento cruciale sta nel fatto che il comitato europeo rappresenti una forza unitaria per garantire un elevato e coerente livello di protezione dei dati per ogni singolo interessato, quale che sia il paese europeo in cui egli si trova. Sarà nostro compito anche quello di accrescere la sensibilità del pubblico sui suoi diritti in materia di protezione dei dati. Questo nuovo comitato europeo è un organismo che è stato impostato con un nuovo modello di governance e di coordinamento ed è dotato di poteri sufficienti per adottare decisioni vincolanti.


Questa situazione ci permetterà di svolgere il nostro ruolo in maniera efficiente, offrendo linee guida sui concetti principali del regolamento generale”.


 


Il regolamento generale è una nuova legge europea, che stringe i controlli sulle modalità con cui persone fisiche e giuridiche utilizzano e condividano i dati personali di un singolo soggetto, chiamato interessato. Si applica anche a organizzazioni che si trovino all’esterno dell’Europa, ma che svolgano attività mirate a cittadini europei.


 


Il regolamento generale sostituisce la direttiva sulla protezione dei dati, che risale al 1995, quando Internet era ancora ai primordi. Con questo regolamento è possibile sostituire un mosaico di disposizioni nazionali con un regolamento europeo, che rende i titolari più responsabili, dà agli interessati maggior controllo sopra i propri dati e offre strumenti di sicurezza legale per le aziende, in modo da sviluppare l’innovazione e lo sviluppo del futuro mercato unico digitale.


 


Ecco le coordinate di questo nuovo ente, a disposizione di tutti i cittadini e le autorità garanti europee.


 



 LA FONTE:PUNTO SICURO

 
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